Traduzione dal vivo per parlare, nelle riunioni Teams, con chi non conosce l'italiano
Prima l'interprete. Se la persona ha difficoltà con l'italiano, la struttura di ricovero mette a disposizione un mediatore culturale, se prontamente reperibile, e il giudice tutelare può nominarlo interprete ai sensi dell'art. 122, secondo comma, c.p.c. (protocollo Tribunale-COA Tivoli, artt. 7, comma 5, e 15, comma 1, lett. d). Questa pagina serve quando il mediatore non si trova in tempo utile per i termini dell'art. 35 della l. 833/1978, oppure per le frasi d'apertura mentre lo si attende.
Perché l'interprete viene prima. Nell'audizione conta anche come la persona si esprime. La traduzione automatica appiana o altera il discorso: può far sembrare confuso chi non lo è, e ordinato chi non lo è. Le informazioni sui diritti stanno nella sezione «Convalida TSO» del frasario, tradotta in anticipo; per il colloquio libero il testo tradotto va preso con cautela. Se usa la pagina, è opportuno che il verbale dica in che lingua e con quale strumento si è svolta l'audizione, e se la persona ha mostrato di capire.
Il collegamento. La persona non entra da un suo dispositivo: è collegata dal reparto (SPDC), in un locale riservato, con il dispositivo e l'account dell'ASL (protocollo, art. 7, comma 1). Lato reparto l'Interprete di Teams funziona solo se l'account dell'ASL ha una licenza Copilot, il che non è affatto scontato. Lei condivide la finestra «Schermo per la persona» con Includi audio; per sentire la persona usi «Ascolto da: audio del PC». Il difensore, collegato anche lui in Teams, vede lo stesso schermo.
Con la persona. Frasi brevi, una per volta, e pause per le risposte. Conviene seguire l'ordine della sezione «Convalida TSO» del frasario: chi è il giudice e perché la persona è ricoverata, poi l'avvocato e il patrocinio, poi le domande aperte, in chiusura la decisione per iscritto e il ricorso.
L'avviso scritto. L'avviso dell'Allegato A può essere consegnato dal Comune anche tradotto nella lingua della persona (protocollo, art. 3, comma 7).
Interprete di Copilot (Altro → Lingua e riconoscimento vocale → Abilita l'interprete): traduce voce in voce, ma solo verso 10 lingue (cinese semplificato e tradizionale, coreano, francese, giapponese, inglese, italiano, portoghese, spagnolo, tedesco). Lo sente solo chi lo attiva, e chi entra come ospite, in forma anonima o con un account esterno senza licenza Copilot non può attivarlo: la persona collegata dal reparto con il dispositivo dell'ASL, di regola, non sente nulla.
Sottotitoli tradotti (Mostra sottotitoli → ingranaggio → Tradurre in): 31 lingue, fra cui arabo, romeno, ucraino, russo, polacco, hindi. Non ci sono bengalese, urdu, punjabi, albanese, filippino, tigrino, wolof, pashto, persiano, somalo, singalese.
Lingua parlata della riunione: è una sola per tutti e va cambiata a ogni cambio di interlocutore. Nella prova del 21 ottobre era impostata su Inglese (Stati Uniti): se lei parla italiano, la imposti su Italiano (Italia), altrimenti sottotitoli e trascrizione escono sbagliati.
L'ordine incrocia due dati: chi risiede a Roma, Tivoli e Guidonia Montecelio (ISTAT, cittadini stranieri al 1° gennaio 2025) e chi si rivolge ai servizi per i poveri (Caritas di Roma, Rapporto sulla povertà 2025, dati 2024; Centro Astalli, Rapporto 2024, dati 2023).
A Roma le prime comunità sono romena, filippina, bengalese, cinese e ucraina. Fra gli utenti dei centri d'ascolto e delle mense Caritas pesano di più Perù, Romania, Ucraina, Tunisia, Marocco, Somalia, Egitto, Sri Lanka e Mali. A Tivoli e Guidonia più di metà degli stranieri è romena; seguono Egitto, Bangladesh, Albania e Pakistan.
Per ogni paese la pagina propone la lingua più utile per parlare con la persona: per esempio il francese per Mali e Costa d'Avorio, l'inglese per Nigeria e Ghana, l'urdu per il Pakistan.
Non sostituisce l'interprete. Serve per farsi capire nei colloqui, nelle comunicazioni di servizio e nelle prime battute di un'udienza. Quando la persona deve essere sentita, il giudice può nominare un interprete, che presta giuramento (art. 122 c.p.c.); l'imputato che non conosce l'italiano ha diritto all'assistenza gratuita di un interprete e alla traduzione scritta degli atti fondamentali (art. 143 c.p.p.).
Autorizzazione. Fino alla compiuta attuazione del regolamento (UE) 2024/1689, la sperimentazione e l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale negli uffici giudiziari ordinari sono autorizzati dal Ministero della giustizia (art. 15, comma 3, l. 23 settembre 2025, n. 132). Il riconoscimento vocale e la traduzione automatica rientrano in questa categoria.
Dove vanno i dati. La traduzione avviene sul PC, senza inviare il testo in rete. Il riconoscimento della voce no: Edge invia l'audio ai servizi Azure di Microsoft, Chrome a un servizio web di Google. Anche le voci «Natural» di Edge che leggono ad alta voce funzionano in rete. La pagina non salva nulla: la conversazione resta solo in questa finestra e scompare quando la chiude o preme «Cancella».
Qualità. Le frasi del frasario sono state tradotte in anticipo e vanno fatte rivedere da un madrelingua prima di affidarvisi in udienza. La traduzione automatica sbaglia più facilmente nomi propri, date e numeri: li faccia ripetere o li scriva. Usi frasi brevi e complete, con il soggetto espresso («Lei deve tornare domani», non «deve tornare domani»): senza soggetto il programma può tradurre in terza persona.